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Come agisce l'ago di agopuntura?

22/04/2018
COME AGISCE L'AGO?
E' questa la domanda che
più frequentemente ci viene
posta e alla quale è molto
importante rispondere, dato
che sull'argomento esistono
molte opinioni e luoghi
comuni di scarsa credibilità.
La più diffusa, tra queste,
suppone che l'agopuntura
agisca stimolando i "nervi"
ma una regola fondamentale
vuole che si debba
sempre evitare la puntura
di una terminazione nervosa,
pena quella di provocare
un vivo dolore, nonché
l'irritazione infiammatoria
dei nervi stessi.
Per comprendere i meccanismi
d'azione dell'agopuntura
dobbiamo considerare
il problema sotto il profilo
biofisico.
Ogni cellula del nostro
corpo produce reazioni
chimiche per le sue attività
vitali. Tali reazioni si
accompagnano a produzione
di calore e di altre
forme di energia, tra le
quali la più conosciuta è
l’energia elettrica. Il corpo,
essendo formato da molteplici
raggruppamenti cellulari,
può essere visto nel
suo insieme come un generatore
di energia.
Il flusso elettrico che ne
deriva si propaga soprattutto
attraverso l'acqua: il
corpo umano è letteralmente
immerso nell'acqua,
basti pensare che nel
neonato quest'ultima rappresenta
circa il 90% della
massa corporea e il 70% di
quella dell'adulto!
L'acqua che bagna gli spazi
compresi tra un organo e
l'altro è il "liquido interstiziale"
e in esso sono
disciolti gli elettroliti, cioè
sali con carica elettrica
positiva e negativa (ioni ).
Gli ioni sono perciò in
grado di trasportare, insieme
all'acqua, le cariche
elettriche prodotte dalle
cellule.
I movimenti elettroionici
generati dalle attività vitali
si dirigono verso le zone
con potenziale elettrico più
positivo, prime tra tutte la
pelle, che può fungere in tal
modo da "piano di rigetto"
per le attività elettriche
generate dalle cellule,
organi e funzioni interne.
Ne deriva che, statisticamente,
i movimenti elettrici
nel corpo sono orientati
dall'organo emittente verso
la superficie cutanea.
La rilevazione di queste
cariche in superficie è
comunemente sfruttata
nella diagnostica medica,
basti pensare all’elettrocardiogramma,
all'elettroencefalogramma
e all'elettromiogramma,
esami che registrano
le attività elettriche
cutanee generate rispettivamente
da cuore, cervello
e muscoli.
Ma in realtà qualsiasi altro
organo proietta le proprie
attività elettriche in superficie
e l'esistenza o
meno di esami specifici per
la rilevazione è solo un
problema tecnologico.
Le cariche che affluiscono
in superficie si concentrano
in particolare a livello di
piccole aree millimetriche,
nelle quali è possibile
rilevare un aumento marcato
della conduzione elettrica
rispetto alle zone
cutanee limitrofe.
Queste aree corrispondono
esattamente ai punti di
agopuntura, che i cinesi
chiamavano appunto Ting,
cioè il Pozzo dal quale si
può attingere l'acqua, gli
elettroliti....l'energia...
I punti in questione possono
essere facilmente
reperiti con dei semplici
detector, che segnalano la
variazione di conduzione (odi resistenza) in queste
piccole aree.
Infine, si dimostra che i
punti in superficie sono
organizzati in "famiglie",
ciascuna delle quali
raccoglie quei punti che
oppongono la minore
resistenza al passaggio
della corrente tra di loro.
Si è potuto infatti misurare
un passaggio spontaneo di
corrente, di circa 15
nanoamper, tra punti appartenenti
alla stessa famiglia
(M. Mussat).
Queste traslazioni elettriche
superficiali corrispondono
ai cosiddetti "meridiani"
che percorrono longitudinalmente
il corpo dall'alto
verso il basso, nei due
sensi, e nei quali scorre il
"Qi", l'energia.
Perciò riassumendo:
- qualsiasi organo o funzione
è sede di attività
bioelettriche;
- il flusso elettroionico che
ne deriva è diretto dall'interno
verso l'esterno e si
concentra in piccole aree
della pelle che sono i punti
dell'agopuntura;
- i punti sono organizzati, a
loro volta, in gruppi
(meridiani), ciascuno dei
quali raccoglie i punti che
comunicano elettricamente
tra di loro.
l'ago
L'ago non è uno strumento
qualsiasi o, quanto meno,
uno "spillo", come il suo
nome potrebbe farci pensare.
Gli aghi che usiamo in
agopuntura si compongono
di un corpo e di un manico.
Il corpo è una bacchetta di
acciaio extraduro elastico,
molto sottile (30/40 millimetri
di diametro) e con
punta affilata.
Il manico è costituito da un
avvolgimento di filo metallico
saldato, che ricopre la
metà della lunghezza totale
del corpo. Quindi, in un
ago di 8 centimetri, circa 4
centimetri sono ricoperti dal
manico.
E' molto importante precisare
che il materiale del
manico può essere di
qualsiasi tipo, purché diverso
da quello del corpo!
Si usano correntemente fili
di ottone, rame, materiali
argentati ecc., ma sempre
diversi dall'acciaio, che è
invece la parte che penetra
effettivamente nel corpo.
Uno strumento siffatto obbedisce
a diverse leggi
fisiche, prima tra tutte il
bimetallismo.
Sappiamo dalla fisica che
due metalli diversi accoppiati
generano un passaggio
di corrente: questo è il
principio sul quale funziona
ogni tipo di batteria!
L'ago può essere quindi
considerato come un
elettrodo, nel quale si possono
misurare correnti di
alcuni nanoampere, proprio
per l'esistenza di due
metalli diversi accoppiati.
Un altro effetto è quello
termico. Infatti, se si infigge
l'ago nella pelle, la parte
che rimane all'esterno del
corpo è sempre più fredda
(20 gradi in media) di quella
che si trova all'interno (cioè
a 37 gradi circa).
Questa differenza di temperatura
fa sì che il calore
passi verso la parte più
fredda, cioè verso il manico
(è il principio fisico della
propagazione del calore).
Dopo un certo tempo, il
calore tende a ripartirsi
uniformemente in maniera
tale che, tra punta e
manico, non esista più alcuna
differenza di temperatura
e quindi si arresta il
passaggio di calore verso
l'esterno. La serpentina
formata dal filo di metallo
avvolto del manico si comporta
però come un vero e
proprio “radiatore": essa
aumenta la superficie di
scambio con l'aria e
mantiene il manico costantemente
più freddo della
punta, cosicché l'effetto
termico può prolungarsi nel
tempo! (v. figura pag. seg.)
Dunque: effetto elettrico ed
effetto termico, solo per
citare i due più importanti,
ma non i soli.
Non voglio appositamente
entrare nei dettagli ma già
da adesso capite come
l'ago sia non un "ago" nel
senso comune del termine,ma uno strumento "intelligente"
che possiamo definire
più esattamente come
un elettrodo transcutaneo
con funzioni multiple.
Forse qualche lettore avrà
sentito parlare dell'uso degli
aghi d'oro o d'argento come
dotati di proprietà
particolari.
E' bene precisare al riguardo
che nei testi antichi
non se ne parla affatto.
Questa usanza deriva
probabilmente dalla necessità
, in certe epoche, di
dover adattare lo strumento
al grado gerarchico
e sociale del paziente.
Un nobile non poteva
essere punto con lo stesso
metallo usato per il
contadino: a pelle nobile
occorreva un metallo nobile...
come l'oro.
L'uso dei metalli nobili sembra
risalire al sedicesimo
secolo, periodo di decadenza
per l'agopuntura in
Cina. Tuttavia questa
abitudine si è inspiegabilmente
protratta fino ai
nostri giorni.
Ciò che conta, ripeto, è il
bimetallismo e la scelta di
metalli che permettano
scambi elettrici ed affidabilità
allo stesso tempo. Ad
esempio, il corpo deve
essere di metallo duro ed
elastico, quindi l'acciaio è
accettabile ma non l'oro
che è soggetto a rompersi.
Il manico può essere
invece di rame, ottone,
argento, oro, tungsteno…
che possiedono notoriamente
una grossa capacità
di conduzione elettrica.
Adesso che abbiamo esposto
gli elementi fondamentali
che si "nascondono"
dietro la apparentemente
banale infissione di un ago
possiamo comprendere facilmente
il meccanismo
dell'agopuntura.
Se un gruppo organo (o
funzione) è perturbato, anche
la sua risonanza
elettrica espressa dal meridiano
corrispondente sarà
alterata. Questa alterazione
del flusso energetico andrà
a proiettarsi in superficie a
livello dei punti di agopuntura
corrispondenti al meridiano
alterato. Il punto diviene
quindi la "porta di
uscita" per le eventuali
patologie viscerali profonde.
Da quanto ho detto, se
è vero che il punto è l'uscita
per le attività elettriche
profonde, allora lo stesso
potrà servire, logicamente,
anche come entrata, cioè
per introdurre delle “istruzioni
elettriche" in controcorrente:
dalla pelle verso il
viscere perturbato.
In altre parole: un segnale
elettrico atto a modificare i
flussi elettrici emessi dalle
strutture malate per ripristinare
l'equilibrio tra gli
insiemi e ricostituire lo stato
"normale".
L'ago può essere il veicolo
per queste informazioni
elettriche, ma vedremo in
seguito che non è esclusivo:
la luce laser, il calore,
o le applicazioni di determinate
sostanze sui punti
cutanei dell'agopuntura
possono dare risultati
soddisfacenti.
So di aver toccato temi
tutt'altro che facili e tantomeno
semplici da spie-garsi in maniera divulgativa.
Spero tuttavia di aver reso
"meno misteriosa" questa
disciplina, che poggia su
basi rigorosamente scientifiche,
il cui meccanismo è
essenzialmente elettrico e il
cui tramite, lo strumento
operativo, è un elettrodo
transcutaneo chiamato comunemente
…ago.
Per concludere con Pienn
T'siè, uno dei grandi maestri
taoisti, "non c'è alcuna
magia, tutto risponde come
l'ombra al corpo e il tamburo
alla bacchetta... la
sola malattia incurabile è
credere nella magia...! ".
Franco Menichelli