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TERME S. FILIPPO convegno 2011

25/04/2018
TERME SAN FILIPPO
IL BENESSERE CHE CURA

1 - LE  TERME PER IL BENESSERE
Oggi il termalismo rientra stabilmente nell’ambito della salute, avendo preso in carico patologie croniche,  affiancandosi ai trattamenti tradizionali, con comprovata efficacia soprattutto  nella patologia reumatica, delle vie respiratorie e urinarie. Forte però di questo successo, il termalismo tenta di fare il suo ingresso nell’universo del benessere spinto dalle esigenze di una clientela sempre più alla ricerca di relax. Rimanendo in questi termini la questione, questa sembrerebbe  una manovra dal carattere puramente commerciale,  ma vedremo che non è solo così. Infatti per ben comprendere il termalismo del terzo millennio ed il suo veicolare la filosofia del benessere dobbiamo inevitabilmente porci  una  domanda  fondamentale: COSA SI INTENDE PER SALUTE E BENESSERE?
Già nel 1948 L’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) definì la salute come:  UNO STATO DI COMPLETO BENESSERE FISICO, MENTALE E SOCIALE  E NON LA SEMPLICE ASSENZA DI MALATTIA O DI INFERMITA’, intendendo come benessere:  LA CAPACITA’ DELL’INDIVIDUO DI RISPONDERE POSITIVAMENTE AI MOLTEPLICI STIMOLI CHE PROVENGONO DAL MONDO ESTERNO IN MODO DA RELAZIONARSI CORRETTAMENTE CON ESSO. Quindi la salute viene vista sotto l’aspetto adattativo introducendo così il concetto di equilibrio in base al quale la salute stessa,  non è uno stato,  ma una condizione dinamica di equilibrio fondata sulle capacità reattive dell’individuo. 
E’ utile segnalare che già duemila anni fa tale concetto dinamico di salute era stato elaborato tra i principi fondanti della Medicina Cinese e del taoismo, ma differenti erano gli input aggressivi esterni. Le nuove esigenze della società odierna sono legate  alla globalizzazione cosicchè l’ambiente esterno ridondante di stimoli ed impegni rischia in ogni momento di mettere in dubbio e collassare l’omeostasi interna, l’equilibrio interno cioè dell’individuo, e da qui  le pressanti esigenze di cui abbiamo parlato. Quindi parlare di benessere nelle stazioni termali non è riduttivo, o mero cedimento a mode del momento, ma anzi è approdare ad una visione olistica del paziente. 
Parlerei, quindi, di strutture termali che da stazioni di cura divengano sempre più NON CENTRI  BENESSERE, MA CENTRI PER IL BENESSERE, dove si effettua una vera e propria politerapia in cui l’acqua, le tecnologie, il movimento all’aria aperta, l’alimentazione sana, le medicine  non convenzionali, e l’ambiente con il sole ed il verde concorrano al mantenimento ed al ripristino dell’equilibrio interno oltre che al miglioramento della sintomatologia e della qualità della vita nelle patologie croniche che vengono percepite come meno invalidanti.

2 - LE   ACQUE DI SAN FILIPPO
L’acqua è l’elemento fondante e primo di ogni attività termale tantopiù in stazioni termali dove la natura fa dono, come nella nostra, di uno strumento al tempo stesso potente e flessibile. Bisogna  in primis  considerare il particolare rapporto che l’uomo ha avuto con l’acqua, in quanto ha sempre ricercato in questo elemento salute e benessere,  e ciò è vero anche per le nostre acque le cui qualità sono note da secoli. Ma mentre per il passato tali effetti erano ritenuti  prodigiosi, fino a sconfinare nella magia o nel divino, oggi  sappiamo che il prodigio degli effetti è relativo solo al sommarsi di effetti chimici e fisici, locali e generali. 
Se prendiamo in analisi l’ultimo decennio, cioè gli anni che vanno dal 2000 al 2010, possiamo vedere che sono giunti alle terme San Filippo per usufruire delle cure in totale 16.780 curandi. Di questi 4435 per  OSTEOARTROSI ed altre patologie  articolari degenerative, 155 per REUMATISMI EXTRAARTICOLARI, 61 per Sindromi Rinosinusitiche Bronchiali Croniche, 1709  per BRONCHITI CRONICHE Semplici, 434 per Broncopneumopatie croniche Ostruttive, 65 per Psoriasi, 7 per Eczemi e Dermatiti atopiche, 16  per Dermatiti  Seborroiche, 381 per Rinopatie vasomotorie, 2313 per Faringolaringite cronica, 6199 per Sinusiti croniche, 50 per Stenosi Tubariche, 842 per  Otiti Catarrali croniche, 3 per Otiti Croniche non Colesteatomatose. Da questi dati si evince, come da letteratura, che i  più grandi gruppi di patologie trattate riguardano le Sinusiti Croniche, le Osteoartrosi, e le Bronchiti croniche semplici; risultano di nicchia le patologie dermatologiche con prevalenza della Psoriasi.  Possiamo anche mettere in evidenza che le patologie trattate alle nostre terme rientrano tra quelle contenute nel D.M. 15 Dicembre del 1994. E sono corrette per la nostra tipologia di acqua. Quando parliamo di terapia termale sia fangoterapia sia terapia inalatoria, dobbiamo sempre considerare che gli insuccessi eventuali sono sempre determinati o da una errata diagnosi per quella tipologia di acqua, o più facilmente perché si è mal individuata LA FASE TERMALE, la finestra terapeutica cioè in cui una data condizione patologica sia in fase torpida, con assenza di quadri iperalgici, modesta componente flogistica, scarsa tendenza all’evolutività morbosa. Purtroppo il problema è che spesso il periodo di cura termale coincide con le ferie, e questo determina che bisogna adattare le cure a quel periodo anche se la finestra terapeutica non è ottimale al 100%. 
In questo decennio di Direzione Sanitaria,  ho potuto constatare come l’acqua di S.  Filippo possa determinare dei risultati ottimi nell’Osteoartrosi sia primaria che secondaria  in maniera inversamente proporzionale al grado di gravità del processo degenerativo  articolare  ed al tempo di morbosità. Per quanto riguarda le localizzazioni che hanno dimostrato di essere più sensibili alla terapia  abbiamo in ordine decrescente  la gonartrosi,  le cervicoartrosi, le spondiloartrosi, le rizartrosi e le poliartrosi. Hanno risposto in maniera scarsa le coxartrosi. In queste localizzazioni abbiamo già effetti positivi a breve termine, alla fine del ciclo di cura con miglioramento dell’escursione articolare, riduzione del tono algico, riduzione dello spasmo muscolare. Questi miglioramenti del breve periodo corrispondono agli EFFETTI LOCALI, che poi vedremo. 
Ben più importanti sono gli effetti a lungo termine determinati dall’azione condroprotettiva  e dallo stimolo al rimaneggiamento cartilagineo (Effetti GENERALI). Molto spesso, mentre gli effetti a breve termine interessano con miglioramento il 40% dei pazienti, anche se sono gli effetti più studiati e indagati negli individui  perché più facili, si hanno effetti positivi a lungo termine  nel 85% dei pazienti. Questi effetti nel medio e lungo termine sono responsabili del miglioramento degli indicatori socio-economici come la diminuzione del ricorso ai farmaci ed alle terapie riabilitative, e la diminuzione delle assenze lavorative, miglioramento in ultima analisi della qualità di vita, ma sono soprattutto responsabili nell’arco di cicli prolungati di cura (6-10 anni), di un rallentamento notevole dei processi degenerativi articolari con stabilità dei referti radiografici, e in una patologia cronica degenerativa come l’artrosi, la stabilità è l’unica vittoria possibile. Buoni risultati si ottengono anche nei casi di Periatrite scapolo-omerale cronica e spalla dolorosa, soprattutto per quanto riguarda la mobilità articolare che può migliorare anche durante il ciclo di cura. Un discorso a parte merita il dolore lombare con o senza lombo sciatalgia: rispondono alla terapia termale le discartrosi e l’artrosi interapofisaria. In caso invece  di ernia discale con sciatalgia bisogna usare molta prudenza in quanto lo stress termico potrebbe indurre un peggioramento della sintomatologia.
La statistica conferma anche che viste le peculiarità delle nostre acque (attività MUCOLITICA, ANTIPUTRIDA, EUTROFICA,  ANTIINFIAMMATORIA) queste avranno come indicazione tutte quelle patologie respiratorie e ORL  umide cioè  produttive. Tra le patologie ORL abbiamo visto che spicca La Sinusite Cronica; in tale affezione specialmente se la terapia è dosata su due cicli annui, si riscontrano notevoli effetti positivi fino al 90% dei pazienti con numerosi casi che vanno incontro entro il 3 anno di cura alla completa risoluzione. Grande giovamento per l’effetto mucolitico  ed antiputrido dell’idrogeno solforato, trovano anche le Sindromi Rinosinusitiche Bronchiali Croniche, soprattutto le forme dell’infanzia in grande aumento. In questo tipo di affezioni è di grande importanza la spinta che riceve il sistema immunitario tramite l’aumento delle IgA secretorie cosicchè queste patologie vanno incontro ad un progressivo miglioramento fino a volte a completa risoluzione. E’ da tener presente che le terapie inalatorie andrebbero svolte in due cicli annui, uno primaverile ed uno autunnale per un minimo di tre anni per avere risultati buoni. Negli ultimi anni si è anche assistito ad una recrudescenza delle Bronchiti croniche, vuoi per gli inquinanti atmosferici, vuoi per l’esagerato uso del riscaldamento domestico; anche in queste patologie l’idrogeno solforato svolge la propria benefica azione soprattutto con effetti a medio termine. Le Faringiti catarrali sono invece un gruppo di patologie dove con difficoltà si raggiungono risultati. 
Queste mie poche considerazioni dettate solo da empirica esperienza sono suffragate dallo studio epidemiologico  NAIADE del 1996/97. Questo studio è stato approntato dal  Ministero della Sanità, coinvolge 297 stazioni termali ed 39.943 pazienti divisi in otto gruppi di patologie (reumatologico, respiratorio, dermatologico, ginecologico, otorino, urinario, vascolare, gastroenterico). A tale studio parteciparono anche le TERME SAN FILIPPO con 66 casi suddivisi in pazienti Reumatologici, otorino, respiratori. I dati desunti riportano, per esempio nel gruppo delle osteoartrosi 11437 pazienti il primo anno e 6111 il secondo (53,4%). I curandi sono stati sottoposti per due anni alla fango balneoterapia  con acqua anche sulfurea e  solfata con esiti positivi testimoniati dal ridursi degli indicatori socio economici di malattia ( riduzione di uso dei farmaci, riduzione uso di terapie riabilitative, diminuzione ricoveri ospedalieri, diminuzione assenze lavorative per malattie). 
La sorgente che alimenta  lo stabilimento termale  è quella detta  del “POGGETTO” e presenta le seguenti caratteristiche  fisico-chimiche, secondo la classificazione corrente delle acque minerali di Marotta e Sica (1929):
IPERTERMALI (temp tra 48-52°) alla sorgente
RICCHE DI SALI (R.F.3400mg/l)
SOLFATE (1032,50mg/l)
BICARBONATE (940,40mg/L)
CALCICO (852,0mg/l)
MAGNESIACHE (168,90mg/l)
SOLFUREE (18,20mg/l)
DURE per la presenza di solfati di calcio e magnesio 
IL FANGO è un fango sorgivo o primario particolare (in antico veniva definito SOLFURARIA) dalle caratteristiche uniche di cui parleremo ed è così composto:
ZOLFO  31,5%
CARBONATO DI CALCIO  66,5%
ALTRO     2,4%.
Tale fango primario resta in maturazione per 6 mesi in acqua termale a cui viene aggiunta la componente argillosa amorfa per coprire le esigenze della stagione di apertura, formando  il mezzo terapeutico finale che è detto tecnicamente PELOIDE.  Storicamente abbiamo fin dalla seconda metà del 1500, scritti che parlano delle attività terapeutiche delle acque di SAN Filippo, ma è dal 1800 che le analisi acquistano il giusto rigore tecnico-scientifico. Per quanto riguarda la descrizione dell’aspetto dell’acqua alla scaturigine mi rifarei a quella del GIULI  nel suo trattato del 1834 valida tutt’ora, e non priva di poesia, dove afferma: ”ESSA  è  PERFETTAMENTE LIMPIDA A LUCE DIRETTA, FORTEMENTE AZZURRINA A LUCE RIFLESSA, NON EMANA ALCUN ODORE CARATTERISTICO NELLE ORE CALDE DELLA GIORNATA, MA SIBBENE UNA LIEVE FRAGRANZA DI ZOLFO SULLA SERA ED AL MATTINO A CAUSA DELLA CONDENSAZIONE DEL VAPORE ACQUEO CHE NE RICOPRE COME BIANCA NEBBIA LA SUPERFICIE. E’ QUASI INSIPIDA AL GUSTO PRESENTANDO SOLO UN LEGGERO SAPORE TERREO. HA REAZIONE SPICCATAMENTE ACIDA, UNA DENSITA’ DI 1007 ED UNA TEMPERATURA DI 50°, E DOVUNQUE SCORRE O RISTAGNA LASCIA UN ABBONDANTE DEPOSITO, QUASI ESCLUSIVAMENTE FORMATO DA SOLFATO E CARBONATO DI CALCE CON NOTEVOLE PREVALENZA DEL PRIMO”. 
La stabilità analitica dell’acqua  oggi è garantita dai controlli interni  incrociati con quelli ASL,  nel passato confermata dalle analisi chimico-fisiche del già citato GIULI (1834) ed altri autori come  Targioni-Tozzetti, Bechi. Quest’acqua oltre che molto ricca di Sali è anche chimicamente instabile perdendo a contatto con l’aria anidride carbonica e idrogeno solforato e determinando così il depositarsi del fango primario o come veniva chiamata della  SOLFURARIA che come ancora afferma il Giuli (1834) è: ”UNA POLVERE DI COLORE BIANCO SPORCO PENDENTE AL GIALLASTRO CHE TRAMANDA UN FORTE ODORE DI ZOLFO, APPARISCE AL TATTO MORBIDA ED UNTUOSA….” che  dalle analisi per 100g di polvere risultava anche allora costituita da ZOLFO  32,95g, materia organica 13,44g, SOLFATO DI CALCIO  36,55g , CARBONATO DI CALCE  15,88g, silice, FLUORURO DI CALCE, SOLFATO DI STRONZIANA 1,07g. All’epoca veniva adoperata come fango diretto o sciolta in acqua per i bagni anche a casa e venduta  in farmacia (circa 400g per bagno). In natura esistono altre acque termali che generano fanghi primari come i fanghi di AQUI e di VITERBO, ma nessuno può star al pari della solfuraria per quantità di zolfo (elemento fondamentale) e purezza. Come abbiamo già detto oggi, il fango primario addizionato con la componente argillosa viene messo in maturazione generando il cosiddetto Peloide; questo è un mezzo terapeutico dove la componente argillosa amorfa  permette la veicolazione delle particolarità chimiche dell’acqua e delle sostanze organiche formatisi nel periodo di maturazione. Aspecificamente come mezzo terapeutico  presenta le seguenti caratteristiche:
CAPACITA’ CALORICA
PLASTICITA’
POTERE DI ADSORBIMENTO E DI SCAMBIO IONICO
Schematicamente:
CAPACITA’  CALORICA  cede cioè calore lentamente e inibisce la dispersione dello stesso.
CAPACITA’ PLASTICA in quanto aderisce perfettamente alla cute.
POTERE DI ADSORBIMENTO E SCAMBIO IONICO; gli ioni, l’acqua e le sostanze organiche ed inorganiche dotate di carica polare si collocano  negli interstizi dei cristalli argillosi e si scambiano con la componente liquida e con la cute secondo gradiente.

3 - EFFETTI LOCALI E GENERALI
A livello dell’organismo in generale la terapia termale è una stimoloterapia che applicando uno stress all’organismo ne determina in risposta, secondo la reazione di adattamento di SEYLE, un adattamento migliorativo. Come  Medico Sportivo mi piace portare l’esempio  dell’allenamento con il susseguirsi di azione, reazione, supercompensazione. L’allenamento come stimolo stressante è come  diceva un mio vecchio professore un omino che scava una buca nell’organismo, a questo trauma l’organismo risponde non solo ricolmando la buca  fino all’orlo, cioè riportando la situazione allo stadio iniziale, ma crea sopra la buca un monticello, per evitare che il prossimo stimolo crei di nuovo la stessa difficoltà; si è prodotto così il miglioramento adattativo o supercompensazione. Vedremo poi nel dettaglio il meccanismo interno attraverso cui l’organismo agisce per ottenere la supercompensazione e quindi il miglioramento, sia per quanto riguarda la fangoterapia che le cure inalatorie. Per quanto riguarda il meccanismo d’azione attraverso cui si ottengono gli effetti terapeutici nella fangobalneoterapia, questi dipenderanno fondamentalmente  da tre tipi  di azioni:
AZIONE TERMICA, AZIONE FISICA, AZIONE CHIMICA
AZIONE TERMICA questa azione è legata al fatto che le nostre acque sono ipertermali, esercitano cioè un forte stress termico (effetto analgesico per aumento soglia del dolore/riduzione della rigidità articolare).
AZIONE FISICA legata alla ricchezza in Sali che determina un richiamo verso l’esterno dei liquidi e aumentato passaggio delle componenti chimiche verso l’interno (effetto antiedemigeno/aumento degli scambi ionici)
AZIONE CHIMICA  legata prevalentemente alla presenza dello zolfo (effetto condroprotettivo).
Queste tre differenti azioni, caloriche, fisiche, chimiche, combinandosi insieme determinano effetti LOCALI ed effetti GENERALI. Gli effetti locali saranno nella sede di applicazione, gli effetti generali coinvolgeranno tutto l’organismo.
Avremo, quindi, a livello locale effetti determinati dall’azione TERMICA, FISICA, CHIMICA. A livello locale lo stress termico determina due vistosi fenomeni e cioè: 
EQUIPARAZIONE EPITERMICA cioè un livellamento della temperatura corporea totale, che di solito differisce fra tronco e arti di circa  anche 12-15 °(le estremità sono più fredde del tronco).
INVERSIONE TERMICA per cui proprio le aree periarticolari più fredde subiscono il maggior rialzo termico. Per evidenziare l’importanza di ciò vi ricordo come sperimentalmente si raddoppi l’attività enzimatica per ogni dieci gradi di aumento di temperatura. Per cui lo stress termico fungerebbe da attivatore metabolico. Questo stress termico attiverebbe poi alcuni enzimi come la betaglicuronidasi e l’
N acetilbetaglicuronidasi responsabili tutti del rimaneggiamento del connettivo e quindi del miglioramento degli scambi tra tessuti e microcircilo a livello dell’articolazione interessata. Per gli effetti dipendenti da  azioni FISICHE, essendo le nostre acque ricche di Sali, si crea un flusso di liquidi dall’interno all’esterno, determinandosi la riduzione dell’edema locale e degli infiltrati infiammatori, per contro sono aumentati gli scambi ionici. Ciò determina, insieme alla vasodilatazione indotta dal calore, richiamo di sangue e rimozione dei metaboliti della flogosi (WASH OUT). Gli effetti locali, invece, dipendenti dall’azione CHIMICA sono determinati dalla presenza notevole dello ZOLFO: nelle patologie articolari croniche è documentata una perdita di circa il 30% di zolfo iniziale, legata ad una riduzione dell’acido condrointinsolforico nella cartilagine. Pertanto con la fangoterapia si determinerebbe a lungo termine  una reintegrazione dello zolfo perduto visto che poi lo zolfo stesso presenta un elevato organotropismo per le cartilagini e per il polmone. Ciò è documentato anche dal fatto che recenti studi hanno messo in evidenza che gli effetti della fangoterapia in termini condroprotettivi sono sovrapponibili a quelli ottenuti con l’uso per trattamenti prolungati di farmaci condroprotettori. Questo insieme di effetti locali può essere così riassunto e semplificato:

AUMENTO ESTENSIBILITA’ DEI TESSUTI PERIARTICOLARI
RIDUZIONE RIGIDITA’ ARTICOLARE
EFFETTO ANALGESICO per innalzamento soglia del dolore
RIDUZIONE SPASMO MUSCOLARE
AUMENTO DEL FLUSSO SANGUIGNO LOCALE
RIDUZIONE INFILTRATI INFIAMMATORI E DELL’EDEMA
EFFETTO CONDROPROTETTIVO nel lungo periodo
Gli effetti generali sono quelli che si manifestano in maniera marcata soprattutto per i fanghi Total  Body e sono legati alla Sindrome di adattamento di Seyle come dicevamo. Lo stress della terapia termale determina come risposta la stimolazione del sistema ipotalamo-ipofisi-surrene con increzione  di ACTH, Beta endorfine, testosterone, cortisolo, aumento immunoglobuline IGM, IgG, per contro diminuzione delle  sostanze infiammatorie e dei  cataboliti e degli enzimi catabolici come Prostaglandine e Leucotrieni, ed aumento di quelli anabolici  come insuline  grown factor 1(IGF1) ed altri. In sostanza si ha una risposta dell’organismo tesa a sbilanciare il rapporto Catabolismo/anabolismo in favore di quest’ultimo, quando invece la cronicità della patologia aveva sbilanciato il rapporto in favore dei processi catabolici cioè distruttivi. Avremo poi anche una risposta generale termoregolatrice con: VASOCOSTRIZIONE A  LIVELLO SPLANCNICO  ed aumento attività cardiaca. VASODILATAZIONE CUTANEA, SUDORAZIONE, IPERVENTILAZIONE. La fangoterapia determinerà quindi:
EFFETTO ANALGESICO
EFFETTO DECONTRATTURANTE
EFFETTO ANTIINFIAMMATORIO su flogosi croniche
EFFETTO TROFICO su strutture periarticolari
AUMENTO ESCURSIONE ARTICOLARE
PREVENZIONE DELLE RIACUTIZZAZIONE
In pratica da una corretta fangoterapia  possiamo aspettarci:
RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI EPISODI ACUTI
RIDUZIONE DELL’INTENSITA’ DEGLI EPISODI ACUTI
RIDUZIONE DELL’USO DI FARMACI
Un notevole miglioramento, quindi, della qualità della vita o compliance del paziente come si dice nonché  riduzione degli effetti collaterali da uso ed abuso di farmaci. 
Gli effetti della fangoterapia o del bagno a cui veniva aggiunta la solfuraria nella quantità di 400g a bagno, erano apprezzati e conosciuti fin dal 1500; Zuccagni Orlandini nel 1852 riporta che a Bagni san Filippo si recano dai 300 ai 400 curandi contro  i 380 di Bagno Vignoni, i  425 di San Casciano, i 250 di Rapolano. A proposito degli effetti terapeutici  nell’osteoartrosi il Dr. Pagni, direttore sanitario dal 1923 al 1935, afferma: ”in questo primo gruppo di affezioni articolari l’efficacia delle acque termali, specie se associate ai fanghi è veramente ottima". A proposito di casi di sciatalgie e lombaggini: ”la balneoterapia di S. Filippo sotto forma di bagni e fanghi, determina sempre ottimi risultati terapeutici generali, anche nei casi ostinatissimi, calmando le sofferenze e agevolando la cura fondamentale, mentre in moltissimi casi di media gravità ho veduto determinarsi un provvido arresto dell’invadenza del processo morboso.”

4 - LE  TERAPIE INALATORIE
La terapia inalatoria consiste nel far giungere alla mucosa delle alte (naso-faringe-laringe) e basse vie respiratorie (trachea,  bronchi, bronchioli,  polmoni), nonché con apposite metodiche all’orecchio medio,  i principi attivi contenuti nell’acqua termale e i gas disciolti in essa. Prendendo in considerazione la composizione fisico-chimica delle nostre acque assumono per  le terapie inalatorie fondamentale importanza l’IDROGENO SOLFORATO E LO IONE SOLFORICO. Vista la peculiarità di questa terapia,  risulterà importante per la determinazione degli effetti:
LA CARATTERISTICA TECNICA DEGLI APPARECCHI
LE CARATTERISTICHE FISICHE delle particelle inalate
LE CARATTERISTICHE CHIMICHE delle stesse (acque solfuree e solfate).
A livello fisico il dato più importante per gli effetti terapeutici è dato dalla dimensione delle particelle inalate. Infatti numerose ricerche hanno dimostrato che particelle di diametro  superiore a 10 micron si arrestano a livello delle vie aeree superiori; quelle di diametro tra 10 micron e 3 micron possono arrivare alla mucosa tracheo-bronchiale, mentre solo quelle di circa 1 micron possono raggiungere le più fini diramazioni bronchiali e gli alveoli polmonari. In relazione alla composizione chimica delle nostre acque risulteranno di primaria importanza per gli effetti terapeutici l’idrogeno solforato e lo ione solforico. L’idrogeno solforato, che ricordiamo presenta un elevato organotropismo per il polmone e la cartilagine,  determina una intensa VaSODILATAZIONE CON AUMENTO della pervietà capillare nella sottomucosa. A livello polmonare si genera un parziale edema che interessando la mucosa, ne provoca la esfoliazione e la conseguente rigenerazione epiteliale. Contemporaneamente  per  le azioni fluidificanti specifiche ed aspecifiche si ha un aumento dell’escreato. Si ha inoltre una azione mucolitica diretta in quanto l’idrogeno solforato riduce i ponti  disolfuro  delle mucoproteine fibrillari scomponendo le fibre mucoproteiche. Le proprietà batteriostatiche ed antimicrobiche dell’idrogeno solforato sembrano riconducibili al potere riducente: l’acido solfidrico tende ad ossidarsi con formazione di solfati e zolfo sottraendo ossigeno ai microrganismi. A potenziare gli effetti mucolitici ed antiinfiammatori concorre anche lo ione solforico, che inoltre inibisce gli effetti broncospastici  dell’idrogeno solforato; quest’ultimo poi stimola la produzione di immunoglobuline IgA secretorie. A livello degli  EFFETTI GENERALI si avrà ugualmente una risposta allo stress termale con la sindrome di adattamento di Seyle ma in minor misura rispetto alla fangoterapia e per questo alle inalazioni si associano, quando possibile, i bagni in piscina termale. Verranno a sommarsi con le inalazioni, in sintesi: 
AZIONI MECCANICHE di detersione e lavaggio, AZIONI IMMUNOLOGICHE con aumento IgA, AZIONI NEUROVEGETATIVE con stimolo eutrofico sulle mucose.Ciò determinerà:
EFFETTI MUCOLITICI  diretti e indiretti
AZIONE ANTIINFIAMMATORIA E DECONGESTIONANTE
AZIONE EUTROFICA SUGLI EPITELI  e di aumento della clearance mucociliare.
AZIONE DI RINFORZO DELLE DIFESE PER AUMENTO DELLE  IgA secretorie
AZIONE ANTIMICROBICA E ANTIPUTRIDA.
Effetti legati alla  Sindrome di ADATTAMENTO:
AZIONI GENERALI  DI RIDUZIONE DI INTENSITA’ DEGLI EPISODI ACUTI
RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI EPISODI ACUTI.

5 - LE CURE PER IL BENESSERE
La  nostra civiltà industrializzata e globalizzata genera due tipi di stimoli negativi che sono alla base poi di tutta una catena, condizioni che possono determinare reazioni patologiche: LO STRESS CRONICO e LA SINDROME DI IPOCINESI (scarsa attività fisica). Abbiamo visto  nel paragrafo 1 che  il termine BENESSERE ha un significato  ben più profondo del semplice relax. La stessa cosa possiamo affermarla per il termine STRESS che troppo spesso viene banalizzato. LO STRESS RAPPRESENTA UNA REAZIONE DI ALLARME DELL’ORGANISMO con liberazione di adrenalina e cortisolo, E DI PER SE’ NON E’ NEGATIVO, NEGATIVA E PATOLOGICA  E’ SPESSO LA RISPOSTA DEL NOSTRO ORGANISMO AD UNA SITUAZIONE DI STRESS CONTINUATO. E’ quindi lo stress reso cronico a determinare reazioni patologiche e danni al nostro organismo. Innanzitutto potremo avere turbe comportamentali come ansia, depressione, insonnia,  panico, mentre a livello fisico potremo avere ipertensione,  indirettamente obesità, rischio di morte improvvisa ed in genere tutto quell’insieme di patologie cui viene dato il nome di psicosomatiche. Per quanto riguarda invece la sindrome ipocinetica, questa è responsabile del sovrappeso e obesità, e rientra tra i cofattori nel diabete 2, nell’ipercolesterolemia solo per citare i principali. 
Quindi ecco che  per una struttura termale  come la nostra che ha ricevuto tanto dalla natura, si aprono possibilità legate al movimento, alla buona e sana alimentazione , al fitness  da un lato, e ai massaggi, ai trattamenti con acqua, ai trattamenti ayurvedici, all’agopuntura, allo yoga, alle altre ginnastiche orientali, cullati dallo scorrere delle acque, il tutto sapientemente miscelato in PERCORSI BENESSERE dove sono inserite naturalmente anche le classiche terapie termali e riabilitatorie, in modo da recuperare una ottimale qualità della vita e donare ai nostri curandi forse non proprio più anni alla vita,  ma sicuramente più vita agli anni. 
Ed ecco che improvvisamente capiamo che in fondo in fondo si è chiuso un cerchio e che con le dovute cautele siamo ritornati al”mens sana in corpore sano”, quando i nostri padri ritempravano il fisico alle terme di CARACALLA nel calidarium o nel frigidarium, dopo qualche esercizio in palestra o massaggio meditando, sotto i bei porticati, l’ultima opera di Seneca e pensando che in fondo “sic transit gloria mundi”,  e quindi non dobbiamo poi prendercela troppo per i problemi che il quotidiano ci pone.

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